Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve) pag.93

La prima macchina, la cinepresa era destinata a scattare in rapida successione una serie di fotografie su pellicola 35 mm.

La seconda macchina invece, quella da visione consentiva ad un solo spettatore per volta di osservare tramite un visore, l’alternanza delle immagini impresse sulla pellicola.

Ai Fratelli Lumière si deve comunque la nascita dell’idea di proiettare la pellicola in modo da consentire la visione dello spettacolo da parte di una moltitudine di spettatori. Tuttavia loro non intuirono l’enorme potenziale di questo strumento come mezzo capace di creare spettacolo rivolto a grandi platee, avendolo pensato e considerandolo esclusivamente per fini documentaristici. Si resero conto però di avere creato qualcosa di importante, infatti si rifiutarono di vendere le loro macchine, limitandosi a darle in locazione.

Questa situazione determinò la nascita di molte imitazioni delle loro macchine.

Nello stesso periodo T. Edison negli Usa iniziò un’aspra battaglia giudiziaria per impedire l’uso, in territorio americano, degli apparecchi francesi, rivendicando il diritto esclusivo all’uso dell’invenzione. Dopo circa cinquecento cause in tribunale il mercato venne infine liberalizzato e nel 1900 i Fratelli Lumière cedettero i diritti di sfruttamento della loro invenzione a Charles Pathè. Fu questo preciso evento che segnò l’inizio della diffusione rapida del cinematografo in Europa e nel resto del mondo.

Dunque già nel suo nascere il cinema americano era in anticipo.

Infatti il film dell’americano Edwin Porter, intitolato “ Assalto al treno” ( The Great Train ) del 1903, registrò alcuni clamorosi successi di pubblico e spopolò in tutti gli Stati Uniti. Quasi parallelamente, in Francia, uscì il film del francese Georges Mèliès, nel 1902 intitolato “Viaggio nella luna“ che ebbe un successo planetario e contemporaneamente ebbe anche i primi problemi con la pirateria.

Il cinema delle origini però, detto delle “attrazioni mostrative“ era incentrato nel mostrare una storia che veniva necessariamente spiegata da un narratore presente in sala. Inoltre le storie erano spesso disorganizzate ed erano più interessate a mostrare il movimento e gli effetti speciali, più che a narrare qualcosa con continuità e profondità di intenti.

In questo periodo iniziale della storia del cinema, solo il cinema inglese, legato alla tradizione del romanzo vittoriano, era più accurato nelle storie narrate, prive di salti temporali e di incronguenze temporali.

La nascita di un cinema che raccontasse storie in senso più completo e più compiuto, è strettamente legata ai cambiamenti sociali dei primi anni del Novecento.

Questa evoluzione fu possibile grazie alla creazione di grandi sale di proiezione a prezzi molto contenuti e rivolte alla classe operaia, come svago economico e divertente. Nacquero così i “Nickelodeon”dove era impensabile che una persona potesse spiegare le vicende del film e di conseguenza i film iniziarono a narrare storie e vicende con contenuti più semplici ed espliciti.

 

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