AUGURI ROSOLINI !  “C’ERAVAMO ANCHE NOI” (Riepilogo delle attività svolte dell’Associazione Rosolinesi in Siracusa per il 300° anniversario della fondazione di Rosolini)

300 ANNI

di Rosetta Savelli

Il Compleanno è un evento importante nella vita di ciascuno di noi perché dice chi siamo e rivela contemporaneamente sia la nostra età che la nostra identità. E’ un avvenimento importante che si circoscrive in una data e in un numero che diventa caro e prezioso e che viene riservato alle persone che ci sono care nella vita. Ancora più singolare è però riservare questa data e questo avvenimento ad un luogo fisico, piuttosto che ad una persona fisica. E ancora più singolare è festeggiare la propria Terra attraverso la stessa modalità, con il quale si festeggerebbe il Compleanno della propria madre, perché questo sta a significare che la propria Terra ci è cara quanto la propria madre.

La Città di Rosolini quest’ anno ha compiuto 300 anni.

I festeggiamenti si sono svolti nella giornata del 1 agosto ed i suoi figli originari hanno avuto a cuore di festeggiare tale data, esattamente come si fa per le persone e per gli affetti più cari e poi hanno esteso la gioia e la sincerità di tali festeggiamenti, spargendola per le strade del mondo, fino a raggiungere il cuore di ogni singolo Rosolinese, sparso nei vari angoli del pianeta.

Ma il fulcro o meglio il cuore palpitante e pulsante è e rimane la Città di Rosolini ed è proprio qui che si sono svolte tutte le manifestazioni in onore di tale importante evento, di ordine sia affettivo che storico.

Infatti la Città di Rosolini ha rivelato la propria età e la propria identità sia davanti ai sentimenti dei propri figli originari, ma anche e soprattutto davanti alla Storia, dislocata lungo i gradini dei secoli passati per giungere a salire lungo i gradini dei secoli futuri.

I figli originari di Rosolini si sono raccolti e riuniti in una Associazione che è l’ Associazione Rosolinesi in Siracusa che per onorare il 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini ha promosso e organizzato una serie di eventi, conferenze e mostre di massimo pregio e di massimo rispetto.

L’ Associazione Rosolinesi in Siracusa si impegna ed è inoltre attiva nella promozione del territorio e delle bellezze sia naturali che artistiche e storiche che fanno parte del patrimonio della Città di Rosolini e Dintorni. Questa finalità è di fondamentale importanza per l’ Associazione.e sono numerosi e prestigiosi gli eventi proposti e organizzati dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa per la celebrazione del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini che hanno impegnato e coinvolto attivamente sia il Presidente Corrado Di Stefano e sia tutti i Soci.

Per meglio entrare nello spirito e nel cuore di questa importante ricorrenza, è opportuno citare alcuni versi, narrati dalla Scrittrice Rosolinese, Ignazia Iemmolo Portelli, tratti dal suo libro :

“ Cosi ri casa nostra “ che racconta il mondo rosolinese nei canti e nei detti popolari.

L’ Autrice dedica il suo bel volume a tutti i suoi concittadini in Rosolini e nel mondo.

A pag. 18 :

Bedda Matri ra Nunziata

III

( 1° versione )

Bedda Matri ra Nunziata

ca di tutti siti amata

e di mia particulari

quannu muoru ma ta purtari ‘n pararisu.

1

( 2° versione )

Bedda Matri ra Nunziata

siti Voi a nostra Abbucata

cu lu vuostru bedda visu

quannu muoru ma ta purtari ‘n pararisu.

Chi recitava questa giaculatoria faceva contemporaneamente un nodo in una lunga fettuccia preparando così la corona dell’ Annunziata che, una volta finita, veniva benedetta, il giorno della festività liturgica della Madonna Annunziata ( 25 marzo ) e poi custodita gelosamente per lunghi anni insieme con i vestiti funebri ( a mutanna ra morti ) perchè doveva essere messa tra le mani di chi l’ aveva fatta, quando questi moriva, quasi chiave d’ingresso in Paradiso…………

tratto dal libro di Ignazia Iemmolo Portelli “ Cosi ri casa nostra”.

Seguendo poi un ordine sia sotto un profilo cronologico e sia sotto un profilo affettivo, ma anche sotto un profilo di rilevante importanza storica, ha aperto il Ciclo di Conferenze, dedicate all’evento dell’ Anniversario, il Professor Antonino Odierna, il quale in veste sia di Autore che di Relatore ha tenuto una brillante conferenza sul tema tratto dal libro : “ Venerabilis Mater Ecclesia Rosolini – Memoriale archivistico. Documenti. Testimonianze – Dal 1712 al 2007“.

Aprire il Ciclo di Conferenze con il Professor Antonino Odierna e con il suo libro che non è solo un libro, ma che è anche un vero e proprio archivio storico, si è rivelata essere una scelta quanto mai opportuna ed appropriata, infatti La Venerabile Chiesa Madre è da sempre il fulcro che contiene, trattiene e racconta sia le radici che le evoluzioni della Civiltà Rosolinese attraverso lo scorrere dei secoli.

Il Professor Antonino Odierna ( Rosolini 1936 ) dopo avere conseguito il Titolo Accademico di Licenza in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica della Pontificia Università Lateranense in Roma, ha conseguito il Titolo Accademico di Dottore in Filosofia presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il suo libro e sul quale il Professor Odierna ha tenuto la Conferenza è e rappresenta un vero e proprio documento storico ed artistico, ampiamente esaustivo che si apre con una doppia dedica:

“ Al Rev. Parroco Arcip. Corrado Contarina

con gratitudine

per avere scritto con la sua vita

trentotto anni di storia

di questa Venerabile Chiesa Madre.”

“ Ai nostri figli

questo studio di ricerca

per raccontare

la nostra memoria storica.”

Il testo contiene una autentica ricchezza di informazioni e documentazioni che riguardano la Venerabile Chiesa Madre in Rosolini.

La successiva Conferenza si è tenuta sul tema “Il Sacro Cuore a Rosolini” ed il Relatore è stato il Dott. Rosario Puglisi, il quale essendo nato e cresciuto a Rosolini è stato ben lieto di partecipare in prima persona ai Festeggiamenti per il 300° Anniversario.

2

Infatti ha aperto la Conferenza, ricordando i suoi primi anni della fanciullezza e della gioventù, trascorsi a Rosolini, quando ancora si giocava in mezzo alla strada con tutti gli amici, alcuni dei quali oggi non ci sono più, ma nella sua memoria sono ancora tutti presenti, sia con i loro nomi che con i loro volti.

Dopo di che il Dott. Puglisi ha narrato la storia del Monastero della Visitazione di Rosolini, noto più comunemente con il nome e la definizione di Santuario del Sacro Cuore. La sua Fondatrice Carmela Aprile è divenuta la Madre di tutti i Rosolini ed il suo nome è divenuto inscindibile da ciò che è che rappresenta l’ Identità dei Rosolinesi.

Carmela Aprile , nata il 25 aprile 1878 a Rosolini, in una povera famiglia, rimase orfana da piccola e oltre alla sofferenza, patì ulteriori privazioni e stenti. A soli 18 anni si sposò, ma rimase ben presto

vedova e fu così che a 22 anni scelse di ricevere il Sacramento della Confermazione.

Memorabile e prezioso rimane nella memoria storica e collettiva dei Rosolinesi, il suo gesto di profonda e sincera devozione che la portò nel 1907 ad acquistare per 3 lire, l’ attuale immagine del Sacro Cuore. L’ immagine con la sua profonda dolcezza è divenuta il simbolo di una Religiosità autenticamente radicata nel profondo del cuore. Nella modestissima casa di Carmela ebbe inizio l’ intensa devozione per il culto del Sacro Cuore. La casa di Carmela in via Toselli, oggi via sacro Cuore, è divenuta attraverso gli anni, meta di devoti, bisognosi ed anche malfattori in cerca di perdono, nonché di fedeli riconoscenti e grati per le grazie ricevute.

A Rosolini ci fu un periodo di lunga siccità ed in quel periodo Madre Carmela, fece attingere l’ acqua dalla sua cisterna a tutte le donne del vicinato e poi quando la cisterna si svuotò, Madre Carmela calò con il secchio, un’ immaginetta del Sacro Cuore , dopo di che la cisterna tornò immediatamente e miracolosamente a riempirsi d’ acqua.

Quella cisterna è divenuta poi la cripta nella quale Madre Carmela riposa dall’ agosto del 1968.

Durante la Conferenza il Dottor Puglisi ha narrato le vicende e le vite di molti altri personaggi e di molti altri religiosi che hanno trascorso le loro vite lungo e dentro le strade della Città di Rosolini, lasciando ciascuno a modo proprio, tracce indelebili nelle storie e nelle memorie che hanno fatto e che fanno parte dell’ Identità dei Rosolinesi.

Perchè la memoria è vita ed è soprattutto continuità di vita.

Fra i numerosi personaggi che si sono fatti ricordare, ci sono i nomi di : suor Colomba, suor Serafina, suor  Elena, Suor  Emmanuela  Panelli, oltre a quelli di : Mons. Ettore  Baranzini, Vescovo della diocesi di Siracusa, Mons. Giuseppe  Vizzini, Mons. Angelo Calabretta, Mons. Salvatore Nicolosi, Vescovi della diocesi di Noto, Mons. Corrado  Mingo,vescovo della diocesi di Trapani, Don  Carlo Sigona, Don  Liborio Ardilio, Don Giuseppe Saletti, di tante  suore, Sindaco dr. Giovanni Cartia, Dott. Luigi  Terminello, on. Volpe ed altri ancora.

I Rosolinesi hanno con il Sacro Cuore un rapporto molto profondo ed intimo che è allo stesso tempo sia un rapporto di tipo familiare e confidenziale e sia un rapporto di tipo reverenziale che si coniuga con un rapporto completamente fiduciario. I Rosolinesi affidano totalmente il loro cuore al Sacro Cuore e lo vivono come un punto certo e fondamentale per la loro Identità.

Questa totale devozione diviene visibile e percepibile nel momento della Processione lungo le vie della Città, quando la Cittadinanza si dispone commossa e ligia lungo le due file d’ ali che accompagnano l’ Immagine Sacra per le strade cittadine.

E qui il Sacro Cuore diviene come un faro in mezzo al mare, il faro di un porto sicuro.

Rosolini ritrova in questo faro la propria direzione, la propria certezza d’identità che si scopre e si conferma attraverso la memoria storica, affinchè la coscienza delle proprie radici e della propria appartenenza possa divenire un motivo ancora più forte ed ancora più valido a favore della propria Identità, riconosciuta e vissuta anche nelle diverse parti del mondo, ma che sempre e comunque si ricollega alla Terra di Rosolini , lungo quelle stesse strade percorse dall’ Immagine del Sacro Cuore, quasi fosse un monito, oltre che un conforto, per tenere sveglia ed accorta la memoria.

Un conforto inteso come una certezza della propria Identità.

3

Un monito inteso come capacità e volontà da parte dell’ intera Collettività Rosolinese a non dimenticare e a non smarrire le caratteristiche che rivelano e che appartengono alla propria Identità.

L’identità locale è primariamente quella delle comunità cittadine, piccole o grandi che siano, che insistono nel contesto urbano e rurale circostante, che posseggono una memoria collettiva, un insieme di ricordi condivisi, ed anche un idioma con tratti fonetici e linguistici caratteristici o almeno con inflessioni particolari nella parlata, come il grido viva “u Corigghjesù”.

Una tale identità locale è forte e fragile nello stesso tempo. E’ forte perché radicata nella storia, frutto di un passato che non è facilmente cancellabile e che è consegnato negli spazi urbani organizzati secondo certe modalità, in una certa viabilità, in una certa continuità di produzione economica, in un determinato sistema di potere locale e perfino in una certa tradizione di strategie familiari.

Ma è anche fragile,perché un’identità collettiva riposa essenzialmente sulla coscienza di un comune passato, su una memoria collettiva che, oggi, appare seriamente in pericolo, dal momento che le modalità, di una volta ,della trasmissione non funzionano più, almeno non con la stessa efficacia di prima.

Rosolini è chiamata, nel nome del Sacro Cuore , a ritrovare e a riappropriarsi ancora di più della sua Identità, attraverso lo sforzo di una propria coscienza storica, di un consapevole ricollegarsi a una storia molto più vera, più radicata e più consistente.

La coscienza di un’identità locale non è qualcosa di conseguito una volta per sempre; è invece, un processo dinamico, è qualcosa di cui si appropria sempre nuovamente, una tradizione che si costruisce nell’atto di trasmetterla, una memoria che sui apprende attraverso il succedersi delle generazioni.

E’, dunque, un processo che sollecita una presa di responsabilità,che richiede un’attenzione speciale a chi di cuore ed intelligenza per la propria comunità locale, a chi ha interesse al suo sviluppo, a chi è preoccupato per il suo futuro.

Ed è esattamente sotto questo profilo e sotto questo contesto che acquistano maggiore importanza tutti gli eventi promossi dall’Associazione Rosolinesi in Siracusa,in occasione del 300° Anniversario di Rosolini, aventi come fine proprio quello di ricordare e di riscoprire la propria memoria storica, come un prezioso patrimonio da custodire con orgoglio, capace di rinsaldare sia il proprio passato che il proprio futuro.

Rosolini ha una eredità culturale veramente straordinaria, assolutamente degna di essere conservata e tramandata.

Proprio mentre cresce il fenomeno della globalizzazione nelle sue varie dimensioni economiche, sociali e culturali e mentre si intensificano i processi di integrazione politica del continente europeo, si riscopre il sentimento di appartenenza alla comunità locale e spesso nel quadro più ampio di una riscoperta dell’identità nazionale.

Il 300° Anniversario rappresenta una apertura verso uno spazio culturale per una riappropriazione di un’identità sulla base dell’appartenenza territoriale.

La fine delle grandi ideologie dell’Otto-Novecento apre o riapre, indubbiamente,lo spazio per una riscoperta della funzione di riferimento del territorio come orizzonte esperienziale comune a generazioni diverse e luogo e contesto di identificazioni.

Sempre all’ interno degli Eventi proposti dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa in occasione dei festeggiamenti del 300° Anniversario di Rosolini, si è tenuta la presentazione del Bando 4° Concorso dei cimeli storici, dal titolo : Un viaggio lungo 300 anni”.

In questi lunghi 300 anni molti Poeti hanno cantato la Bellezza di questa Terra e fra questi anche

Carmine Martinelli con la sua poesia :

SICILIA

Terra d’ eterna e dolce primavera

di mandorle, d’ arancio e di moscato;

4

il solo sguardo d’una capinera

t’incanta e d’essa già sei innamorato.

Isola bella, perla fra i tre mari:

Mediterraneo, Jonio e Tirreno;

di notte è illuminata dai tre fari

del Passero, Pelòro e Lilibeo.

Sei circondata come una regina

d’intorno hai le vezzose damigelle:

l’Egadi, Eòlie,( Lipari, Salina )

Pantelleria ed altre consorelle.

Le Madonie ti stanno a rimirare

come i Peloritani e i noti Iblei;

sta l’ Etna maestosa a dominare

la Piana sullo Stretto e sugli Erei.

Cara rinacria, terra d’ amatori,

sin dalla Paleontolica sei stata

desiata da guerrieri e da invasori,

infatti quanta gente t’abitata:

Prima gli Elimi e poscia anche i Sicani,

i Siculi, i Fenici e quindi i Greci,

i Bizantini, i Normanni, i Romani

e gli Arabi, Spagnoli ed i Francesi.

Da Selinunte a Trapani a Ragusa

a Taormina, nota per beltà,

da Piazza a Gela a Noto a Siracusa

ovunque c’è splendor di civiltà.

Terra di Magistrati, Artisti e Geni

e dell’ amore schietto e spensierato

sì come Dafni e Cloe, pastori ingenui,

per mezzo di Sofista han consacrato.

Andiamo ad ammirare d’Archimede

il suol natìo, ameno ed ammaliante

e di Bellini, che pure ci diede

la Musica sublime e affascinante.

Non attendiamo il ponte,su, partiamo,

andiamo a Palazzolo, a Monreale,

ad Erice, a Segesta, a Collesano,

a Cefalù, Randazzo e Acireale;

ad Agrigento e poi a Caltanissetta,

Palermo, Enna, Solunto ed a Vizzini,

Messina, Agira ed a Calascibetta,

nonché a Milazzo, a Sciacca ed a Lentini.

Andiamo a Trecastagni, a Bagheria,

ad Ispica, a Pachino, a Militello,

a Corleone, a Tusa, a Licodia,

a Burgio, a Mazzarino ed a Scopello.

Voglio tornare ancora a Rosolini

per ossequiar la buona zia Teresa; (1)

vò rivedere ancora quei fortini (2)

che fecer costruir per la difesa.

Ma brano riveder innanzitutto

5

quei luoghi di cui sempre ho nostalgia:

Gela, Caltagirone e Regalbuto

e tutt’intera la Sicilia mia !

  1. Si tratta della fu Signora Maria Teresa Cirmena che abitava in via Roma. L’ Autore nativo e residente a Tora, prov. Di Caserta, la ricorda dal bene che le fece durante la sua permanenza a Rosolini, intorno agli anni’40 dove prestava servizio presso la locale Caserma dei Carabinieri. ( Ora, anche, dopo la morte della suddetta, in segno di riconoscenza, scrive ai Suoi eredi e la ricorda sempre.)
  2. Piazzola, comunemente denominata.

Rosolini è quindi capace di fermarsi in modo indelebile nella memoria. Ed è proprio in questo contesto di memoria e di Identità davanti agli uomini e davanti alla storia che è stato indetto e promosso dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa il 4° Concorso dei cimeli storici, dal titolo 2 Un viaggio lungo 300 anni “. Il Concorso gratuito e aperto a tutti i Soci ha visto la partecipazione di tanti appassionati della storia e delle tradizioni Rosolinesi che hanno aderito con entusiasmo all’ iniziativa, mettendo a disposizione per l’ occasione, preziosi documenti e testimonianze di vario tipo. Questo evento è stato molto importante perchè è stata un’opportunità per raccogliere e per catalogare molto materiale di rilevante importanza storica. Infatti sono stati raccolti cimeli, libri, articoli, documenti e lettere, cartoline postali e manifesti, il cui valore storico è stato sottoposto ad un’ attenta Giuria di Studiosi.

Il primo premio di tale Concorso è stato assegnato al Signor Corrado Avola che ha presentato una stadera, ritenuta dalla Giuria, di notevole interesse storico ed antropologico.

Il secondo premio è stato assegnato al Signor Antonio Terminello che ha presentato un Atto Notarile, datato 5 dicembre 1901.

Il terzo premio è stato assegnato alla Signora Corradina Oddo che ha presentato una Bolla dei Luoghi Santi.

Anche il Sindaco del Comune di Rosolini, l’ Avvocato Nino Savarino, durante la Premiazione ha ribadito il valore e l’ importanza dei festeggiamenti in occasione del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, congratulandosi con i componenti dell’ Associazione Rosolinesi in Siracusa per l’ impegno e per il forte vincolo dimostrato nei confronti del paese natio.

Questa manifestazione ha assolto pienamente il proprio intento che era quello di ricordare, di raccontare e di promuovere la storia, la cultura e le tradizioni di Rosolini, attraverso i cimeli storici tratti dagli archivi di famiglia.

Tale manifestazione è stata patrocinata dalla Provincia Regionale di Siracusa, dal Comune di Siracusa e dal Comune di Rosolini, con la concessione del logo della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’ Identità Siciliana.

A questa importante manifestazione, ha fatto seguito la Conferenza “ La via del Carrubo passato, presente e futuro di una pianta del Mediterraneo “ che ha avuto come Relatore il Professor Fabio Morreale.

Il Professor Fabio Morreale , nato a Siracusa nel 1966 è una guida naturalistica siciliana ed è anche un fotografo naturalista che si dedica da molti anni alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale della sua Terra, la Regione Iblea. Il Professor Morreale è diventato uno dei maggiori conoscitori del Sud- Est Siciliano attraverso studi approfonditi, innumerevoli escursioni, pubblicazioni, conferenze e progetti di educazione ambientale. Ha così raccolto un vasto archivio fotografico che utilizza spesso per libri, calendari, giornali, siti web ed anche conferenze. Ha eseguito e pubblicato il censimento degli alberi monumentali della provincia di Siracusa.  È docente esterno di alcuni istituti scolastici e Presidente dell’Associazione naturalistica e culturale “Natura Sicula onlus”.

6

La conduzione del Professor Morreale ha trasportato gli ascoltatori per circa un’ora a ripercorrere la storia della pianta del carrubo nel territorio di Rosolini. Ha parlato delle origini non certe ma comunque un dato è sicuro: il carrubo è una pianta costiera del Mediterraneo, capace di vivere a pochi passi dal mare e fino a 600 metri di quota. Furono gli arabi a sviluppare la currubicultutra e intuire che il seme di carrubo, il carato, avendo peso costante, poteva essere assunto come unità di peso delle pietre preziose e dell’oro. In grado di produrre generosamente, pur se trascurato, il carrubo può essere coltivato anche in terreni asciutti arsi, pietrosi, rocciosi, calcarei, vulcanici, quindi consente di produrre reddito in suoli solitamente contrari all’agricoltura. L’Italia, dopo la Spagna, è il maggior produttore al mondo di carrube. Più del 90% della produzione nazionale proviene dalla Sicilia, esattamente dai monti Iblei, da quella parte sud-orientale dell’isola compresa fondamentalmente tra le provincie di Siracusa e Ragusa. Oltre che per la produzione di frutti, oggi più che mai è necessario considerare il carrubo una valida alternativa alle specie, spesso alloctone, utilizzate dalla forestale per i rimboschimenti, Il carrubo può sostituirsi benissimo a quegli alberi che non fanno parte del nostro paesaggio come pini, eucalipti, acacie. Le carrube sono state assai importanti durante le carestie, soprattutto in tempi di guerra, infatti veniva utilizzato per la nutrizione zootecnica e dell’uomo quando i morsi della fame erano insopportabili.

Da qualche decennio la sopravvivenza della specie è legata al settore industriale, l’unico in grado di nobilitare i frutti, troppo fibrosi, per il consumo diretto, in farine alimentari di largo consumo richieste ed esportate in tutto il mondo. Non tutti sanno che la farina di polpa, scura e profumata, la troviamo spesso tra gli ingredienti della cioccolata o di alcuni dolci da forno. La farina di semi, invece, è l’additivo E 410 (addensante, gelificante, emulsionante, stabilizzante), assolutamente innocuo, insapore e incolore ma utile alla produzione di alimenti di largo consumo come maionesi, gelati, carni in scatola, salse, aranciate, wurstell, salami, formaggi, gelatine, surgelati, budini, dessert, spaghetti di soia, etc. L’unico stabilimento al mondo in grado di ottenere i prodotti ricavabili dalla lavorazione delle carrube si trova a Noto, in contrada San Paolo, nei locali di un’ex distilleria. Durante la conferenza sono state proiettate delle immagini e messi in visione dei barattoli in plastica trasparente contenenti diversi tipi di farine prodotte dallo stabilimento “IDEA”.

Al termine della conferenza, il Presidente Corrado Di Stefano ha consegnato al Relatore, il Professor Morreale, una targa per ringraziarlo della sua gradita partecipazione e collaborazione alle attività dell’associazione.

Parlando di Identità Rosolinese, il Carrubo rappresenta una componente essenziale del territorio di Rosolini e Dintorni. Il Carrubo è una pianta ad arbusto che è piuttosto diffusa su tutta l’ area del Mediterraneo, ma solo sugli Iblei è così intensamente coltivata e impiantata.

Il nome scientifico del carrubo (Ceratonia siliqua L.) deriva da greco Keras, che significa corno e dal latino siliqua con riferimento al tipo e alla forma del frutto che, come per tutte le specie della stessa famiglia, è rappresentato da un legume.
Il nome comune, invece, deriva dal termine arabo  Kharrub da cui  Algarrobo, in Spagna,  Caroubier, in Francia,  Alfarrobeira, in Portogallo e  Charaoupi in Grecia.
Anche per le Regioni Italiane è interessante vedere i diversi nomi con cui viene indicata la specie.
Così abbiamo  Garrubaro o Garrubbo in Calabria,  Sciuscella in Campania,  Carrua o  Carrubbi in Sicilia, Asceneddha in Basilicata e  Cornola o  Cornula in Puglia.

Il Carrubo è una pianta capace di essere portatrice di molte situazioni benefiche e curative oltre ad essere una pianta di notevole e suggestiva bellezza. La forma arcaica ed anche artistica del tronco e dei rami, insieme al verde lucente delle foglie coriacee e persistenti, ne accentuano la suggestione fra profumi, odori e colori. Il Carrubo con tutta la sua maestosità fu importato in Sicilia dai Fenici ed i suoi frutti venivano utilizzati nelle attività commerciali dell’ antichità. Infatti i semini delle carrube erano usati per pesare l’oro, chiamati carati, dall’arabo “quirat.”. Oltre a questo utilizzo improprio del frutto, le carrube sono da sempre usate   per le molteplici proprietà nutritive e salutari.

Ad esempio, la buccia delle bacche di Carrubo sono ricche di Vitamine E, mentre la parte interna del frutto è nota per le sue virtù astringenti.

7

Le carrube sono indicate contro le forme di diarrea nei bambini, ma hanno un valido potere terapeutico anche per i disturbi intestinali degli adulti. Inoltre

il frutto del Carrubo è nutriente e riminalizzante, ideale come ricostituente dopo una fase di spossatezza, in grado di ristabilire una condizione fisica di equilibrio, per via delle sue proprietà idratanti e ristrutturanti. A questo si aggiunge la condizione che la farina di Carrubo, recuperabile in farmacia o in erboristeria, è un valido sostituto della farina ideale per i celiaci e può essere anche usata da chi vuole far addensare torte e dolci, utilizzando un ingrediente naturale, dal sapore che vagamente ricorda quello del cioccolato.

A proposito di alimentazione, un noto ed illustre Rosolinese doc è il Professor Giorgio Calabrese, nato a Rosolini e laureato in Medicina presso l’ Università degli Studi di Catania, specializzatosi successivamente in Scienze dell’ Alimentazione, presso l’ Università di Pavia.

Attualmente è Docente presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza dal 1994 (Istituto di Scienza degli Alimenti –Direttore Prof. G. PIVA) e presso l’Università degli Studi di Torino (1994).

Inoltre il suo percorso professionale è assolutamente prestigioso e meritevole.

Ricopre infatti cariche autorevoli presso diverse e importanti Università nel mondo.

Inoltre in qualità di giornalista collabora con i seguenti Giornali :

“La Stampa ”, “La Repubblica”; “Il Corriere della Sera”. “Avvenire”.

E con i seguenti Magazines Settimanali:

“Lo Specchio de La Stampa “, “OGGI”;” ANNA”; “DONNA MODERNA”; “GRAZIA”.

A Rosolini il Professor Giorgio Calabrese e la moglie Caterina sono stati insigniti del “Carrubo d’Oro” dal Sindaco a nome della civica amministrazione.

L’onorificenza viene data ogni anno ai cittadini di Rosolini che si distinguono nei campo della cultura e della società civile.

Il riconoscimento è stato conferito con la seguente motivazione:“A Giorgio e Caterina Calabrese, per il costante impegno nelle ricerca scientifica per avere promosso e divulgato la cultura di una corretta e sana alimentazione, con ciò contribuendo a migliorare lo stile di vita del cittadino-consumatore”.

Nel contesto generale degli Eventi promossi dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa, in occasione del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, oltre alle importanti Conferenze che si sono tenute su argomenti di rilievo per la storia e per la memoria della tradizione e della cultura di Rosolini, si è cercato anche di ricreare il clima e lo spirito delle feste di paese, così come sono state vissute.

Ed è così che è stato festeggiato il “Tradizionale  Carnevale dei Rosolinesi” , collocato all’interno del quadro dei Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, organizzato a cura dell’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” e che si è svolto presso il salone del COCUS Club .

Come di consueto l’inizio della serata è stato proceduto dal suono dell’Inno dei Rosolinesi.

Il Presidente, Corrado Di Stefano, ha innanzitutto salutato e ringraziato gli Ospiti, i Soci e i familiari, per essere intervenuti alla serata e ha portato i saluti del Presidente del Circolo Siciliano di Santa Fé – Argentina, il prof. Giuliano Salemi Gugliotta, con il quale si è stipulato un accordo di cooperazione socio-culturale.

Il tema della serata è stato introdotto dal gruppo teatrale Anteas di Siracusa, coordinato da Agatino La Fata, che ha dato lettura di un racconto, scritto dal rosolinese Federico Faraone, di come si festeggiava in passato il Carnevale a Rosolini.

Il Racconto così ricco di riferimenti, ha dato l’impressione reale e concreta, a tutti coloro che erano presenti,di fare un salto nel passato e di trovarsi in una  Rosolini di tanti anni prima.

8

“ In quella  ricorrenza, un enorme pupazzo di cartapesta veniva portato in giro per le strade del paese, spesso accompagnato dalle note di qualche strumento musicale e di un immancabile tamburo. Carnevale circolava, in un primo tempo, su di un grande carramattu, tirato da uno sfiatatissimo asino. Qualche anno dopo, cominciò a essere portato in giro su di un camion che però, nel suo lento procedere, emetteva fastidiosissimi e irrespirabili scarichi che ammorbavano l’aria.

Il camion aveva anche il pianale ben più alto rispetto a quella del carramattu, tanto che spesso,  lungo il percorso, la testa del pupazzo rischiava di toccare i fili della “corrente elettrica”.

Perciò, in qualche caso bisognava sollevarli un po’, mediante una lunga canna di cui, per l’occasione, il camion era appositamente dotato”.

Queste testimonianze, come quella del Signor Federico Faraone, sono molto importanti per il recupero e per la conservazione della propria tradizione, per fare sì che si rafforzi sempre di più sia la conoscenza che la coscienza della propria Identità.

In tutte le case si conservavano gli appositi attrezzi (“péttini e usa”) con i quali si preparavano abbondanti quantità di questo tipo di pasta, in vista di festose e  gustose abbuffate e di altrettante allegre e generose bevute.

Dal punto di vista della tradizione culinaria, questa festività era caratterizzata dai famosi “maccarruna cò sugu i maiali”.

In seguito, al fine di conoscere le tradizioni carnevalesche della Città che ha accolto negli anni tanti Rosolinesi, il Prof. Salvatore Di Pietro ha illustrato ai presenti il “Carnevale di Siracusa”. Premesso che una volta a Siracusa vi erano diversi artigiani come falegnami, fabbri, operai che lavoravano la cartapesta, ecc, che costruivano e si impegnavano a dare vita a Re Carnevale e ai carri.

Ai giorni nostri, venendo a mancare questi preziosi artigiani, per forza di cose, il Carnevale non può essere vissuto più come una volta, ma rimane comunque sempre molto emozionante il riviverlo per come era.

Durante il suo racconto, il prof. Di Pietro ha ricordato la storia di Don Savarinu (Culu ‘i Truscia) che, durante la festa di Carnevale organizzava  “U festivallu ri cannaluvari”, dove si realizzavano delle grandi recinzioni che cingevano completamente Piazza delle Poste con un ingresso a forma di mascherone e con all’interno tutta una serie di “casotti” nei quali si poteva “jucari o’ sutta novanta”. Il gioco consisteva nel prendere tre “giannetti” da un sacchetto, di solito utilizzato per il gioco della tombola per Natale, la cui somma non doveva superare il numero novanta (da qui la denominazione di giocare “o’ sutta novanta”), se tale somma era superiore, si diceva che aveva “Scassatu”e il giocatore aveva perso, se invece tale somma era inferiore a novanta il giocatore vinceva per esempio un cannolo, un rotolo di salsiccia, un salamino, un galletto vivo.

All’interno del “festivallu” venivano allestiti i carri allegorici e soprattutto un carro raffigurante “RE Carnevale” con tanto di corona in testa, una “corda” di salsiccia in una mano e un coltellaccio da macellaio nell’altra, con un movimento gesticolante, come ad invitare i passanti ad assaggiare la salsiccia.

I carri allegorici, raffiguranti i vari personaggi della politica e del “costume italiano del momento, con ragazzi e ragazze in maschera ed orchestrine inneggianti il Carnevale.

Il Carnevale era il periodo in cui si raccontavano le “Nnuminagghie”, gli indovinelli e si facevano tanti tipi di scherzi a tutti i passanti.

Durante la serata sono state allestite delle scenette comiche, è stata  letta e commentata la Canzone in Rosolinese dal titolo “Scende la sera”, scritta dalla Scrittrice Rosolinese Ignazia Iemmolo Portelli, la quale ricorda che dopo la lunga e dura giornata di lavoro, gli uomini tornavano a casa con lo stesso mezzo, u carrettu, e, per scacciare la stanchezza e la noia del viaggio, la cantavano.

9

Per festeggiare degnamente il Carnevale è stata organizzata una cena con il seguente menù:

Cavatieddhi cco sucu i maiali e sausizza;

Urzata ri mannarini;

Ciacciri e ciacciaruni;

Acqua i bbuttigghia e scordapeni.

La serata è stata allietata dalle piacevoli canzoni interpretate dal Prof. Salvatore Di Pietro.

Nell’occasione, per ringraziare gli attori e il cantante sono state donate delle targhe ricordo.

Il presidente, Corrado Di Stefano, seguendo lo spirito associativo che caratterizza questa Associazione e nell’occasione dei Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, con questo evento ha voluto ripercorrere e richiamare alla mente la tradizionale festa del Carnevale di Rosolini, essendo un convinto sostenitore del valore della ricerca e dello studio del folklore, come conoscenza delle verità sociale, politica, religiosa, etica ed economica.

Anche la Professoressa Ignazia Iemmolo Portelli nel suo libro “ Cosi ri casa nostra” ribadisce

l’ importanza dei festeggiamenti nel periodo del Carnevale, narrando in tale modo a pag. 99 del suo libro:

Carnevale e i luminagghi.

Dopo Natale, altra festività molto sentita era il Carnevale ( Carnavali).

Già qualche giorno prima della festa cominciavano i preparativi.

Il giovedì grasso, a cena, veniva servito “ u maccu lurdu “ ossia

una minestra con tutti i tipi di legumi disponibili e cotiche di maiale.

Le parenti o le vicine si aiutavano l’un l’ altra per preparare i “ maccarruna”

impastati con farina, uova e acqua piovana: “ Tannu è veru carnavali quannu

s’ ampastunu i maccarruna ccu l’ acqua re canali (70). Ciò per indicare anche

che la gioia poteva essere completa solo se un’abbondante pioggia assicurava

la buona annata. La pasta così impastata e ben lavorata (scaniata) veniva

ridotta in striscioline sottili e attorcigliata “ o usu ri ciaccalora (71) e poi passata

al pettine ( vedi foto ) e lasciata asciugare “ne canniscia ri usa (72).

I maccheroni conditi con abbondante sugo e con pezzetti di carne di maiale,

salsiccia e patate, venivano consumati la domenica e il lunedì di Carnevale.

I giovani, in prevalenza maschi, si mascheravano in modo che nessuno

potesse riconoscerli e andavano in giro a stuzzicare gli amici e a guardare,

da vicino, la propria bella che rideva compiaciuta sotto lo sguardo vigile

del padre, poi in piazza per il veglione.

.

  1. E’ vero carnevale quando i maccheroni s’ impastano con l’acqua piovana.
  2. Culmi resistenti di canna fessa.
  3. Cesti di culmi intrecciati.

    Successivamente, ma sempre all’ interno del Ciclo di Conferenze, promosse dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa in occasione del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, si è tenuta la Conferenza “ Attività di ricerca storica su Rosolini. Esiti e novità “ che ha avuto come Relatore il Dott. Salvatore Spadaro, commercialista per professione,

ma che contemporaneamente si rivela essere un grande cultore della storia locale che coltiva ed approfondisce con costante impegno e passione.

Durante la Conferenza da lui tenuta, è stato messo in luce, oltre agli altri eventi ed accadimenti, il periodo caratterizzato dall’ arrivo del colera nel 1873 che decimò il 12% della popolazione e fu

l’ evento che procurò la percentuale più alta di decessi rispetto ad altre zone territoriali.

10

Le scarse conoscenze di ordine terapeutico, le quasi totali mancanze di norme e di pratiche di tipo igenico- sanitario, contribuirono a favorire una tale nefasta situazione.

Inoltre è stato portato alla luce un registro contenente l’ elenco dei defunti, le loro generalità ed anche il luogo della loro sepoltura che si trova collocato sia sotto il pavimento della Chiesa del S.S. Crocefisso e sia nella Chiesetta dell’ Immacolata, confinante con il Castello dei Platamoni.

Quest’ultima oggi è inesistente, in quanto fu demolita, lasciando spazio alla costruzione di un edificio moderno e privato. Anche dei pietosi resti di quei defunti si sono perse le tracce, ma non le memorie ed ecco perchè questi Eventi e queste Conferenze acquistano un’ importanza particolare che viene accentuata in occasione dei Festeggiamenti del 300° Anniversario.

Infatti dove c’è memoria, c’è anche vita e dove c’è vita, ci sono anche impegno e sentimenti, vissuti nel presente, ma anche e volutamente proiettati nel futuro.

Di quel terribile colera che colpì Rosolini nel lontano 1873, ne ha narrato anche il notaio Faustino Maltese, riportando la gravità dell’ evento e lo strazio dei defunti abbandonati lungo le strade del paese. L’ impegno ed il rigore narrativo del notaio Faustino Maltese sono noti ed apprezzati anche all’ Estero e la Città di Rosolini ha reso omaggio al suo Illustre Cittadino nel centenario della sua morte.

Inoltre sempre all’ interno dei Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, sono stati portati avanti i rapporti con Il Circolo Italo – Siciliano della Città di Santa Fe, dove la maggior parte dei Membri del Circolo, fra i quali il Presidente Professor Giuliano Ovando Salemi Gugliotta , sono originari di Rosolini.

Come confermano i vari Comunicati Stampa rilasciati dal Litorale Argentino :

In occasione della “ Settimana della Cultura Italo- Siciliana “, organizzata dal Circolo Siciliano di Santa Fe, tra gli Eventi proposti, la Settimana della Cultura Italo – Siciliana si è aperta con il corso

“ Tradizione e Cultura Siciliana “ che si è tenuto tramite una videoconferenza dall’ Italia.

Inoltre presso il “ Liceo Municipale di Santa Fe – Antonio Fuentes del Arco“è avvenuto il primo incontro e dove si sono tenuti tutti gli incontri successivi. Al termine del Corso verrà rilasciato un Certificato di frequenza.Il Corso è tenuto dalla poetessa e cultrice di tradizioni locali, Professoressa Ignazia Iemmolo.Il Corso si è potuto organizzare sulla base degli accordi stabiliti dal Sindaco del Comune di Rosolini Dott. Savarino con il Presidente del Circolo Siciliano di Santa Fe Prof. Ovando Salemi insieme a tutti i membri della Commissione e con il consenso della Preside del Liceo, la Professoressa Susana D’ Amelio e questo costituisce un passo concreto verso la costruzione di un comune progetto educativo da parte del Presidente dell’ Associazione Rosolinesi Prof. Corrado Calvo.

Inoltre il Circolo Siciliano della Città di Santa Fe ha presentato la Mostra “SICILIA OGGI” presso

l’ Areoporto di Sauce Viejo.
Il Venerdì 3 agosto 2012 il dottor Ricardo Lopez Murphy, ha visitato la città di Santa Fe e ha tenuto un discorso ufficiale in occasione dell’apertura della conferenza dedicata al “160 ° Anniversario della sua Fondazione e della promulgazione della Costituzione Nazionale ispirata al pe

nsiero teorico di Jorge Reynoso Aldao”.

Presente anche il dottor Ricardo Lopez Murphy alla Mostra “Sicilia Oggi”, nel padiglione Sauce Viejo Airport Sabato 4 agosto 2012 prima della sua partenza per la città di Buenos Aires
Per la sua figura pubblica e di spicco il dottor Lopez Murphy è una persona ben nota. Economista e uomo politico, membro della Unione Civica Radicale, è stato Ministro della Difesa, Ministro dell’Economia e Ministro delle infrastrutture e dell’edilizia abitativa, sotto la Presidenza di Fernando de la Rua. Attualmente presiede la Civic repubblicano Foundation (FCR) ed è stato eletto Presidente della Rete Liberale dell’America Latina (RELIAL). Ha conseguito una laurea in Economia presso l’Università Nazionale di La Plata, con Master in Economia presso l’Università di Chicago.

11

E ancora fra i diversi Eventi, all’ interno dei Festeggiamenti che si sono tenuti per onorare l’ Anniversario della Repubblica Italiana e per celebrare la Giornata dell’ Immigrante, il Circolo Siciliano della Città di Santa Fe ha organizzato il Primo Ciclo delle Giornate Italo Siciliane che si sono tenute nell’ ex Stazione Belgrano dal 1 al 6 Giugno 2012. Le Giornate Italo Siciliane hanno avuto come intento primario, lo scopo di promuovere e diffondere la comune matrice culturale Italo Siciliana, organizzando Mostre per fare conoscere le comuni origini e tradizioni attraverso le diverse espressioni artistiche quali : la fotografia, la musica e la danza. Questo progetto circa lo svolgimento delle Mostre si è tenuto all’interno della importante Sede del Governo nella Città di Santa Fe con la Mostra fotografica, intitolata “ Sicilia Oggi”. La Mostra fotografica ha esposto immagini di tutte le Province della Regione Siciliana con particolare attenzione e riferimento all’ Anniversario dei 300 Anni della fondazione del Comune di Rosolini. La Mostra è stata patrocinata dalle Autorità Italiane presenti nella Città di Santa Fe.E’ doveroso rivolgere un ringraziamento al Presidente della Provincia di Siracusa – Sicilia Dott. Nicola Bono, il quale ha dichiarato la Mostra fotografica di interesse sia nazionale che internazionale. Inoltre seguendo il percorso che traccia i valori fondamentali della propria Cultura nella Città di Santa Fe , importante è stata la presenza della Banda Sinfonica della Città di Santa Fe, diretta dal Maestro Juan Rodriguez insieme al solista Roberto Nadalet che si è tenuta nel mese di giugno durante i festeggiamenti della Giornata dell’ Immigrante . Tale concerto era già noto al pubblico presente che sa e condivide l’ amore per le comuni origini italiane e che approva le attività svolte dal Circolo Siciliano di Santa Fe, appoggiato dal Comune di Santa Fe e dal Segretario della Cultura Mter Damiàn Rodriguez Kees che ha permesso di inserire questo Concerto all’ interno del programma delle “ Domeniche en Candioti “

Le attività sopra svolte dal Circolo Siciliano della Città di Santa Fe, sono state patrocinate dall’Associazione Rosolinesi in Siracusa, in ottemperanza alla lettera di intenti a suo tempo firmata dal Presidente del Circolo di Santa Fè, il Professor Giuliano Ovando Salemi Gugliotta con il Presidente dell’ Associazione Rosolinesi in Siracusa, Signor Corrado Di Stefano.

C’è un legame profondo che unisce i Rosolinesi, in Rosolini e nel mondo, come confermano numerose e diverse testimonianze.

Così anche nella Terra lontana di Argentina e per la precisione nella Città di Santa Fe, si è stabilita una linea di continuità nel portare avanti e tramandare le comuni radici Rosolinesi e Siciliane.

In Italia, nella Città di Rosolini, già molti Illustri Rosolinesi si erano impegnati nel diramare e tramandare la conoscenza storica del proprio territorio, come qualità necessaria ed indispensabile per riconoscere la propria Identità.

Fra questi, spiccano i nomi della Presidente dell’ Archeoclub d’Italia di Rosolini,Giuseppina Milceri. che ha realizzato un’ importante relazione sulla Storia del Territorio, oltre che a manifestare concretamente, attraverso il proprio impegno, sia l’ amore che il valore della propria Terra. Alla Signora Milceri si aggiunge lo studioso Giovanni Savarino, al quale va il merito di essere stato il promotore riguardo agli Studi sulla Storia locale della propria Città di Rosolini. A questi si aggiungono anche l’ impegno prezioso e le ricerche dettagliate ad opera di Maltese ed Aprile, insieme ad altri Illustri Cittadini che sempre hanno avuto a cuore sia il passato che il presente insieme al futuro della Città di Rosolini, pur vivendo altrove nel mondo.

A tale proposito in occasione della conclusione dei Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini si è realizzata una serata in ricordo di tutti i Rosolinesi nel mondo.

Nella bibblioteca provinciale dei Frati Minori Capuccini “Innocenziana” nei pressi delle latomie in Siracusa si è svolta la serata conviviale di fine anno che ha anche chiuso l’ anno dei Festeggiamenti per il 300° Anniversario. Fra le iniziative della serata, di rilievo è stata la proiezione del video “La Voce nel vento” del regista Roberto Garay e realizzato con una Co-Produzione Italia/ Argentina e con la partecipazione di SintesiCinematografica di Nicola Forino.

Il video”La Voce nel vento” narra ed esprime pienamente i sentimenti e le sofferenze di tutti colori che hanno dovuto lasciare la propria Terra, pur continuando a tenerla stretta al proprio cuore.

Inoltre sono molte le figure meritevoli e di spicco fra i Rosolinesi e fra questi è stato ricordato anche Luigi Terminello, al quale è stata dedicata una Conferenza dal titolo “ Luigi Terminello: l’ Umano e l’Eroico che ha vantato come relatrice, la presenza della Professoressa Ignazia Iemmolo Portelli e che si è tenuta in data 24 novembre 2012 presso la Sala Multimediale della Provincia Regionale di Siracusa nella Città di Siracusa.

12

13

E sempre in riferimento ai Festeggiamenti sull’ Identità dei Rosolinesi, in Rosolini e nel mondo, con un’ attenzione particolare verso l’ Argentina, si colloca un altro importante evento che ha visto coinvolto il noto regista argentino Roberto Garay.

L’ avvenimento in questione è stato riportato su un articolo pubblicato sul giornale La Libertà- Quotidiano di Siracusa in data 29 luglio 2012, scritto da Rosetta Savelli e fatto pubblicare dietro interessamento del Presidente dell’ Associazione “ Rosolinesi in Siracusa” Corrado Di Stefano.

Inoltre successivamente lo stesso articolo è stato pubblicato anche sulla rivista internazionale Orizont Literan Contemporan, ( An V – Nr.45 (31) / Settembre – Ottobre ) 2012  Rivista Multicultrale indipendente, all’ interno della quale Rosetta Savelli rappresenta l’ Italia, in mezzo ad Autori, provenienti da tutte le parti del mondo e che viene poi distribuita in tutto il mondo:

BALLATE D’ AMORE DI ROBERTO GARAY SU ANTENNA SICILIA.

BALLATE D’ AMORE ovvero La Danza fra Due Continenti andrà in onda su Antenna Sicilia a partire da Domenica 20 e Sabato 21 luglio 2012 alle ore 22.30. La Fiction si snoda attraverso 13 puntate e tutti i successivi episodi andranno in onda nelle giornate di Venerdì e di Sabato sempre nel medesimo orario 22.30 e sempre nella medesima Emittente Televisiva.

Rappresenta un lavoro importante che è la sintesi di varie forze coniugate insieme, fra le quali la Argentina TF20 Producciones e la Italiana Sintesi Cinematografica con la collaborazione dell’ Istituto Nazionale di Cinema Argentino e di altre Istituzioni Americane e con il supporto aggiunto della Città di Catania Film Commission.

La regia è firmata dal regista Roberto Garay mentre la fotografia è firmata da Nicola Fiorino di Sintesi Cinematografica.

Nel cast figurano attori argentini, uruguayani e siciliani, fra i quali il noto attore catanese Turi Giuffrida.

Tutte le 13 puntate ruotano attorno all’ Amore, in tutte le sue sfaccettature, che lega e unisce Due Continenti lontani geograficamente ma vicini e anzi vicinissimi emozionalmente ed affettivamente ma anche storicamente. Infatti come ha detto lo stesso regista Roberto Garay, in occasione della doppia presentazione, sia della Fiction “ Ballate D’ Amore” e sia del suo libro “ Moebius” che si è tenuta lo scorso 16 maggio presso l’ Ambasciata Argentina in Roma :

“ Se non ci fosse stata l’ Italia, non ci sarebbero stati 25.000.000 Milioni di Argentini !”

E questo Amore è forte e sincero così come viene narrato nei 13 episodi della Fiction e così come viene narrato nello stile cinematografico di Roberto Garay che ama prediligere intensi primi piani, accentuati da molta luminosità e sempre accompagnati da colonne sonore e musicali dalle tonalità robuste e passionali che assicurano un effetto profondo e incisivo, quali sono le note di Aurelio Caliri, così impregnate di intensa sicilianità.

Aurelio Caliri nato a Buscemi in provincia di Siracusa, ha messo da parte la laurea in Filosofia e

l’ insegnamento delle materie letterarie per dedicarsi completamente alle Arti della Musica e del Disegno, sempre motivato e determinato da una intensa passionalità tutta siciliana che lui puntualmente riporta nelle sue note e nei suoi grafici.

Ha pubblicato alcuni album musicali ed un libro “ Sicilia ieri e oggi “ che racconta una storia insolita in riferimento alla Sicilia attraverso testi, musiche, immagini e racconti.

Il libro è stato anche tradotto in Lingua Tedesca e diffuso in Germania dalla Società Italiana

“ Dante Alighieri”. Le sue composizioni musicali sono state cantate in tutto il mondo, persino dal tenore Giuseppe Di Stefano.

Dopo avere pubblicato un successivo libro intitolato : “ La Barunissa di Carini” ispirato al noto dramma del ‘500, si è dedicato alla collaborazione artistica e creativa con il regista Roberto Garay. Infatti è l’Autore della Musica “ Love motive” che si può ascoltare nella Fiction ed anche alcuni racconti che vengono narrati in Ballate D’ Amore, sono tratti dal suo libro“ Pablo”.

14

Il regista Roberto Garay è davvero un bel nome nel mondo della Cinematografia Internazionale ed infatti è stato capace di riunire presso l’ Ambasciata Argentina in Roma, in occasione della sua presentazione, due Consoli, quello Argentino e quello Uruguayano, oltre ad un pubblico sincero ed attento. Inoltre il lavoro professionale del regista Roberto Garay è stato definito : “ Di notevole Interesse Culturale “ da parte del Consolato Uruguayano.

Evento  questo al quale io ero presente in qualità di “ ponte “ e di contatto a favore della Comunità Italo- Siciliana della Città di Santa Fe – Argentina e del suo Presidente che è il Maestro Giuliano Ovando Salemi Gugliotta ed insieme a favore dell’ Associazione “ Rosolinesi in Siracusa” e del suo Presidente il Signor Corrado Di Stefano. E proprio nella Città di Rosolini che quest’anno festeggerà l’ Anniversario dei 300 anni dalla sua origine, sono state girate alcune scene della Fiction Ballate D’Amore. Altre scene sono state girate anche in Argentina e in Uruguay.

Roberto Garay porta nel mondo la sua professionalità e la sua profonda umanità.

Docente Universitario, sia di spessore e sia di prestigio, ha ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti nel mondo per il suo impegno artistico e professionale. Fra i tanti riconoscimenti ricevuti nel mondo, Roberto Garay è stato insignito del “ Premio Rosso Cuore 2010 “ che fra le sue finalità ha anche quella di esaltare le figure di spicco nel mondo dell’ Arte e della Cultura e che lo ha premiato per la sua grande sensibilità e versatilità che lo legano alla Terra di Sicilia, per la quale ha girato nel 2009 il film “ La Voce del Vento”.Ma oltre a questo aspetto più che lodevole e apprezzabile che gli conferisce competenza ed abilità,, il regista Roberto Garay è cresciuto dentro all’ Amore che lega, che lo unisce e che lo fa danzare fra i Due Continenti. Nato in Argentina ha sempre portato dentro di sé l’ Amore per l’ Italia ed in particolare per la Sicilia perchè qui ci sono le sue lontane radici e a questo Amore, unisce un forte impegno per temi di interesse sociale .

Dunque Ballate D’ Amore non è solo una Fiction ma è soprattutto un Documento, aggiungerei anche e soprattutto di ordine storico, che si propone di raccontare e di fare conoscere una realtà che è stata e che sarà sempre importante all’ interno dei rapporti e degli scambi che coinvolgono il mondo intero. Anche lo Staff tecnico che circonda il regista Roberto Garay si muove dentro a questo sentimento che lega e unisce Due Terre, così lontane ma al tempo stesso così vicine.

Nicola Fiorino di Sintesi Cinematografica che cura la Fotografia, insieme alla moglie Gabriella che figura nel cast condividono i medesimi sentimenti, così come buona parte degli attori che recitano nella Fiction. Inoltre il Coordinatore di Produzione Paolo Di Gabriele ha preso talmente a cuore

l’ impegno di raccontare la Storia e l’ Amore che unisce i Due Continenti, fino ad arrivare lui stesso a tradurre il libro Moebius del regista Garay, aiutato nella traduzione del testo, dallo Spagnolo all’ Italiano, dall’ amico Mario Rossitto,mentre le foto ed i disegni sono di Roberto Gary e di Nicola Fiorino.

Il libro Moebius parla della nuova tecnica di attuazione per Cinema e Tv ed è stato pubblicato inizialmente in Buenos Aires, in lingua Spagnola.

Ritornando alla Fiction Ballate D’ Amore che viene trasmessa in questo periodo su Antenna Sicilia è bene aggiungere che gli stessi episodi della Fiction sono stati trasmessi anche sui canali televisivi e satellitari dell’ America Latina e della Florida.

Fra il cast veramente ricco di attori più che notevoli, spicca l’ attore catenese Turi Giuffrida noto al mondo intero per la sua partecipazione al film “ Nuovo Cinema Paradiso” scritto e diretto da Giuseppe Tornatore nel 1988. Nel film Turi Giuffrida interpretava il ruolo del Dottor Mendola, ruolo che rimarrà nella memoria collettiva in modo indelebile.

Turi Giuffrida è un attore di fama internazionale che ha sempre portato con sé la sua sincera e sentita sicilianità.

Di recente ha partecipato al 65°Festival di Cannes, nella sezione Short Film Corner 2012,  con il corto “ La mafia Alternativa “ per la regia di Nicola Barnaba e scritto e prodotto da Michele Ainis, che è il Presidente della FilmCommission Sicilia Orientale.

15

Ed inoltre ha partecipato alla 58° edizione del Taormina Film Festival, con la sua partecipazione al film “ Baci Salati “ che è una produzione Cinemaset di Antonio Chiaromonte con la regia di Antonio Zeta.

Il cast di “ Baci Salati “ è inoltre impreziosito dalla partecipazione straordinaria di due grandi Star quali l’ attrice Sandra Milo e l’ attore americano Clayton Norcross, meglio conosciuto come il Thorne di Beautiful.

Nella Fiction Ballate D’ Amore, Turi Giuffrida recita a partire dalla 3° puntata. Oltre al suo nome, figurano nel cast, altri bei nomi ,, quali :Jessica Gaudioso, Ornella Giusto, Salvatore Ignaccolo, Concetta Pitino, Assunta Porfido, Emanuele Rotondo,Piero Borgia, Monaco Giulia, Michele Rotondo, Branca Angelo, Vincenzo Matarazzo, Paolo Di Gabriele e molti altri ancora.

Fra gli attori argentini, figurano : Damian De Santo, Valeria Rossatti, Gisele Bagalà, Lito Cruz e Laura Esquiville.

Mentre fra gli attori uruguayani figurano : Hector Moure, Ana Paolillo, Lucia Marinovich.

C’è quindi una piccola Isola, piccola solo in senso geografico, capace di unire e collegare il mondo intero intorno a sé.

E dunque c’è una Sicilia fatta di Arte e di Storia e di Sole che ama raccontarsi al mondo intero e che in egual misura il mondo intero ama ascoltare e anche vedere, sia nella realtà che nelle immagini delle Fiction o dei Film.

Inoltre è bene sottolineare che il regista Roberto Garay insieme a Corrado Di Stefano, Presidente dell’ Associazione Rosolinesi in Siracusa, avevano dato il via, con il loro intervento tramite il contatto skype, alla Settimana della Cultura che si è tenuta nella Città di Santa Fe, lo scorso ottobre 2011

Il regista Roberto Garay con la sua fiction Ballate d’ Amore ha realizzato un’ opera di grande valore sia storico che culturale ed artistico ed infatti come tale è stato ufficialmente riconosciuto dalle Ambasciate sia Italiana che Argentina e Uruguayana . Ha presentato davanti al mondo le proprie radici e la propria Terra.

Questo a dimostrazione e verifica di come possano rimanere vive nel profondo le proprie origini.

Sono gli stessi concetti che vivono nell’ animo di ogni Rosolinese e che ne manifestano la vera Identità, in qualunque luogo del mondo poi ci si ritrovi a vivere.

Al regista Roberto Garay, amico dell’Associazione, è stata consegnata una medaglia in ricordo del 300° anniversario della Fondazione di Rosolini e del XIII anniversario della Costituzione dell’Associazione Rosolinesi in Siracusa.

Inoltre,é stato consegnato l’ opuscolo “Identità dei Rosolinesi..

Si precisa che Roberto vive anche a Rosolini.

Questi medesimi concetti di appartenenza e di identità che si rafforza attraverso la memoria collettiva, sono stati espressi con estrema precisione e chiarezza anche dalla Professoressa Ignazia Iemmolo Portelli, così come si può leggere nell’ Introduzione del suo libro “ Cosi ri casa nostra “ a pag 1 e 2:

INTRODUZIONE – pag.1

Potrebbe sembrare anacronistico, mentre ci apprestiamo a varcare la soglia del terzo millennio, mentre da giornali, TV, dibattiti, si dispiega l’ incontenibile tam tam dell’ Europa e della mondialità, dedicare un’ opera e anni di lavoro e di sacrifici, una ricerca di quindici anni , a un mondo geograficamente circoscritto, limitato, come quello rosolinese, colto attraverso i canti e i detti popolari. Ma lo è veramente? E’ poi così anacronistico, immotivato, incomprensibile, proporre oggi una raccolta di memorie, tentare di ancorare alla carta scritta la memoria volatile di canti e di preghiere orali, di giaculatorie, giochi e motti che ai nostri figli dicono poco o niente, che noi stessi stentiamo a collocare nella memoria? Si tratta solo di conoscenze e informazioni, di vacui rituali, di gusci vuoti o piuttosto della filosofia di vita che sostanzia l’ esistenza e la storia di un popolo e di una società? 16

Si può procedere nel cammino della propria storia ignorando il proprio passato, misconoscendo le proprie radici, anzi recidendole in ossequio a un modello che genera omologazioni, piatti replicanti e cloni senza sostanza e identità?

Nel cercare una risposta a questi quesiti comprenderete quale debito di riconoscenza abbiamo tutti nei confronti di chi , sorretta da un imperativo ineludibile, ha voluto operare il salvataggio di un sapere e di una saggezza che scomparivano insieme ai loro anziani depositari ( molti dei quali in questi quindici anni se ne sono andati), tentare il recupero di una memoria sociale, culturale, storica di una comunità pericolosamente sospinta – come avviene per tutta la realtà che ci sta attorno – verso i valori “ nuovi” dell’ edonismo e della società dei consumi, verso l’appiattimento e l’omologazione del villaggio globale che tutto livella nella linea grigia dell’indifferenza, priva d’ogni tratto d’ identità e di memoria di sé.

INTRODUZIONE – pag. 2

Come a volerne limitare i danni, quasi a stendere un manto protettivo sulle nostre generazioni, il libro della Iemmolo si leva a difesa,contro la depauperazione del nostro universo sociale, culturale, spirituale, ancorché lessicale, L’ autrice mira ad offrire un quadro vivo e reale della nostra terra, richiamando le sue tradizioni di quotidiano splendore con l’ occhio affascinato della rivisitazione, fissando nella scrittura e preservando dall’ incuria del tempo che cancella.

In “ Cosi ri casa nostra” tutto sembra esprimere un senso di semplice e antica civiltà, alludere ad un ordine sano, cordiale, inviolabile.

Dalle sue pagine ci viene incontro un’ età lontana e senza dolore, affiorano suggestive le immagini di una Rosolini arcaica e sconosciuta. Con i caratteri originari della nostra comunità, con quell’ineffabile amalgama di gerghi, credenze, abitudini sedimentati dalla sacralità del tempo, che ne definiscono e ne rendono riconoscibile la fisionomia; sono caratteri offerti al di là della loro vischiosa persistenza con vigile coscienza critica.

Per molti questa silloge sarà una piacevole scoperta e negli anni venturi ad essa ritorneranno, sollecitati dal caso o per amabile ricordo, con interesse e godimento spirituale ancor più vivi.

Per gli altri costituirà una sollecitazione e forse un cambio di direzione nel modo di guardare agli altri e a se stessi, portandoli a reinterpretare con diverso metro atteggiamenti e comportamenti sociali e a ripercorrere con maggiore consapevolezza i meandri segreti della singolarità personale.

In ogni caso Ignazia Iemmolo Portelli sarà riuscita a mettere in moto l’ insopprimibile desiderio di conoscerci al di là degli stereotipi di facciata e a farci guardare indietro con la sicurezza di incontrare qualcosa che già conosciamo, che è parte di noi.

E ancora del medesimo libro, dalla Prefazione a pag.2:

In questa ampia e laboriosa raccolta di Ignazia Iemmolo Portelli risultano evidenti i tre filoni principali della spiritualità e della cultura del mondo popolare rosolinese che sono quelli della religiosità, della famiglia e della vita sociale.

In effetti si ha un’ Identità, quando la si conosce.

Così facendo un percorso collettivo nella memoria locale e sempre nel contesto delle varie manifestazioni in programma e già realizzate per festeggiare il 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, l’Associazione Rosolinesi in Siracusa ha svolto un’escursione nel territorio di Rosolini, presso l’Azienda Agricola Giunta, per conoscere e far rivivere l’ambiente di un tempo.

Pane e ricotta, cibo essenziale dei poveri. Tempo addietro forse perchè oggi con la riscoperta delle tradizioni, del biologico e dei “sapori di una volta” è diventato un momento importante per condividere i valori della tradizione culinaria popolare.

17

La giornata è stata organizzata all’insegna di un’alimentazione sana, sinonimo di salute e alla ricerca dei sapori perduti, con la degustazione della ricotta calda, preparata secondo i metodi tradizionali dei pastori di un tempo, accompagnata da fette di pane casareccio.

Lungo la carrellata di prodotti tipici, il menu campagnolo prevedeva: pane condito con un ottimo olio degli Iblei, olive condite come le sanno preparare le massaie, degustazione di formaggi di vari tipi (con pepe rosso, pepe nero e origano), salsiccia essiccata prodotta con carne locale e preparata secondo la tradizione e l’immancabile vino rosso nostrano, il tutto accompagnato e servito da una piacevole accoglienza della padrona di casa e della sua famiglia.

Il Presidente ha ringraziato i Soci e gli amici dei Soci per la loro presenza.

Dopo il pranzo, i Soci si sono recati a Rosolini per una passeggiata nel cuore della Città percorrendo via Sipione e corso Savoia, dove hanno potuto ammirare la splendida Piazza Garibaldi e la Chiesa Madre recentemente ristrutturata. Alla fine della giornata, il Presidente ha ringraziato i Soci per l’importante partecipazione.

Assaporare le ricette di casa di un tempo significa sentirsi vicini alla propria famiglia e significa sentirsi parte della sua storia. Chi vive lontano dal paese di origine prova un senso di appartenenza quando condivide un piatto casalingo con la famiglia o con gli amici.

È con questo spirito aggregativo e di riscoperta della propria Identità che l’Associazione “Rosolinesi in Siracusa” conduce e porta avanti la propria attività da oltre dieci anni.

A Rosolini anche la Gastronomia ha lasciato le sue tracce archelogiche infatti dal “ Maccu ri favi “ che mangiarono gli antichi Greci, alla “ Capunatina “ di origine Araba, al “ Tummali” di origine Spagnola le specialità alimentari tipiche Rosolinesi denotano e specificano le origine delle popolazioni che attraverso i secoli hanno attraversato o anche dominato l’ Isola.

Sono custodite qui a Rosolini delle ricette locali antiche che si possono ritrovare anche in altre parti dell’ Isola ma che in ogni zona hanno un “ quid” che le caratterizza in base all’ utilizzo in eccedenza o in carenza di certi elementi quali :l’ aglio, la cipolla, l’ aceto, il limone, l’ origano, la noce moscata, l’ acquavite e tale elementi aggiunti in maggiori o in minori quantità contribuiscono a creare e a realizzare un prodotto unico e tipico di quel paese ed ogni paese ha quindi le proprie ricette che si diversificano da luogo a luogo, come ha sapientemente rivelato la Gentilissima Signora Corradina.

Appartengono alla tradizione culinaria locale le cosiddette “ Monache di casa “ ed erano alcune donne che preparavano i pranzi nuziali ed anche i pranzi di lutto “ Cunsuli “ oppure i dolci che si consumavano e che allietavano i periodi festivi, denominati “ Dolci di Riposto “ ed erano di squisita ed inimitabile fattura.

Alcune di queste ricette continuano ad essere preparate anche nei giorni nostri, per cui gli antichi sapori si ritrovano ancora intatti in pietanze moderne, come ulteriore conferma della ferma volontà di mantenere vivo il passato attraverso la modernità del tempo presente. Tra le minestre ricordiamo “ U ‘ ncucciatieddu “ costituito da frustoletti di pasta di grano duro cucinati in un’ amalgama di ricotta, acqua e pezzetti di zucca gialla previamente bollita.

E ancora “ A pasta ca muddica “ pasta condita con mollica di pane brustolita, olio, aglio e formaggio pecorino. E poi “ I ravioli “ pasta di grano a formelle quadrate con ripieno di ricotta, uova e maggiorana, conditi con sugo di carne di maiale o di vitello.

E poi ancora “ I maccaruna e i cavatieddi” pasta a pezzettini e vuota all’interno perchè lavorata con un filo secco di grano “usu” o con un ago da calza “ cavati “ con le dita, conditi poi con sugo di carne di maiale, cosparsi di ricotta salata ed infornati. Altri piatti tipici sono costituiti dalle minestre di legumi, tra le quali “ I favi a’ nzincaredda “ oppure “ U maccu lurdu “ fave cotte insieme a ceci, fagioli, lenticchie e lardo di maiale e questo era il tipico piatto popolare del giovedì grasso ed ancora “ I lolli no maccu “rollini di pasta amalgamati con il “ maccu” a base di fave sbucciate e poi ridotte a crema.Tra le pietanze di carne oltre a “O farsumauru “ e “ oiaddu a gna minicoria “, particolarmente saporito è “ A gnieddu e u ciaurieddu ‘nfurnatu“ e questo continua ad essere uno dei piatti più comuni di Rosolini in quanto qui l’ attività della pastorizia seppure non sia più intensamente praticata come nel passato, continua però ad essere una attività fra le attività produttive di questo luogo. 18

Un’ altra pietanza tipica di Rosolini è “ U pisciruovu a rosalinara “ che è una sorta di omelette formata da uovo, cipoletta soffritta, prezzemolo, pepe ed asparagi selvatici già cotti ed amalgati con ricotta.

La tradizione della preparazione delle focacce è rimasta costante e continuativa negli anni ed occupa un posto di rilievo nella cucina locale e fra queste vi sono : “ A ‘mpanata “ pasta a dischi sovrapposti e ripiena di broccoli, di baccalà o di anguille consumata nel periodo natalizio, mentre nel periodo pasquale la pasta viene ripiena con carne di agnello e poi infornata. E poi ancora “A nfigghiulata “ e “ A cucca “ entrambe costituite da strisce di pasta stirate con il mattarello e poi farcite con elementi diversi.

E dulcis in fundo i dolci, fra i quali : “ I gravazzati “ striscia di pasta stirata con il mattarello e farcita con un’ amalgama di ricotta, pezzetti di cioccolato e zucchero a velo e poi ancora “ I pasti fuorti “ amalgama di farina, zucchero e albume e “ I ramuzzi “ dolce preparato con impasto di farina e miele “ di satra “ e poi “ I mustazzola “ amalgama di farina e vino cotto ed ancora “ I ricci ri miennila” tipici dolci di mandorla, i cui semi sbucciati triturati finemente si amlgamano ad albume e zucchero e sono a diposizione di tutti i buongustai che vorranno recarsi a Rosolini in quanto si possono assaporare nelle diverse pasticcerie della Città che li producono.

Tra gli eventi promossi dall’ Associazione Rosolinesi in Siracusa a favore e a sostegno delle proprie tradizioni, fra le quali anche quelle di tipo culinario, è bene citare “ la mangiata delle crespelle” e

“ l’ apertura delle botti di vino nuovo “, tenutesi in occasione della festa di San Martino, svolta il 6 novembre 2011.

“Questi sono solo alcuni dei tanti e validi motivi che rendono incantevoli questi luoghi ed anche assolutamente meritevoli di essere visitati e conosciuti ed è inoltre molto facile comprendere i motivi per i quali la gente del luogo rimanga così legata alle proprie radici anche se e quando è stata costretta ad allontanarsi pur conservando nel cuore il desiderio vivo ed urgente di farvi ritorno”

E trovo qui giusto concludere con il “ Commiato” della Scrittrice Ignazia Iemmolo Portelli, a pagina 219 del suo libro “ Cosi ri casa nostra” :

COMMIATO ( pag. 219 )

Vorrei che questo mio lavoro contribuisse ad “ esorcizzare” il male che affligge l’ odierna società, favorendo un ritorno alla semplicità e genuinità dei sentimenti di cui sono stati ricchi i nostri antenati. Essi vivevano i valori dell’onestà, del senso del dovere, dell’ amicizia e della solidarietà con passione e naturalezza, consci “ ca siemo tutti ‘nsiemi nta na varca / sbattuta ne timpesti / e siemo frati! “.

Ho aperto il mio precedente libro “ Calura e profuma na Sicilia ” con una poesia che voleva essere un augurio e un programma ed è con lo stesso augurio che mi piace salutare questo lavoro che intendo dedicare ai miei concittadini, ovunque siano, perchè operino in modo che ciascuno di essi possa con fierezza sentirsi e proclamare di essere “ siciliano di Rosolini ”.

Ccu nu raggiu ri luna agghia ‘ntrizzari

i buoni sintimienti re pirsuni

beddi stritti ppi nunn’n ascappari

e lassalli na ‘n filu a pinnuluni.

Puoi cu è ca passa ni pigghia na trizza

e manu manu la va a siminari,

ccu amuri la cuverna e l’ accarizza

tuttu lu munnu si n’ha bunnanziari.

( di Ignazia Iemmolo Portelli )

19

Infine la tradizionale festa dei Rosolinesi in Siracusa ha chiuso l’importante anno dedicato ai Festeggiamenti per il 300° Anniversario della Fondazione del Comune di Rosolini, nonostante che questa serata culturale e culinaria si sia svolta nel mese di febbraio 2013.

Infatti lo scorso febbraio 2013 presso il Salone del Cocus Club in Siracusa, in coincidenza dei festeggiamenti del “Tradizionale Carnevale dei Rosolinesi”, il Presidente dell’ Associazione “Rosolinesi in Siracusa” Signor Corrado Di Stefano ha avuto il pregio di conferirire e di consegnare al Professor Giuliano Ovando Salemi Gugliotta l’Attestato di Socio Onorario.

Il Maestro Giuliano Ovando Salemi Gugliotta è il Presidente in carica del Circolo Siciliano di Santa Fe in Argentina , dove ricopre anche altre Cariche Istituzionali e Politiche di spessore, inoltre anche nel campo artistico-musicale è molto apprezzato e stimato.

Il Presidente Corrado Di Stefano nel consegnare l’Attestato al Presidente Giuliano Ovando Salemi Gugliotta, ha letto la seguente motivazione:

”Socio Onorario per avere promosso il mantenimentodei rapporti sociali, culturali e storici con Rosolini, terra dei suoi avi, con costante impegno e fervida passione.”

Inoltre sono stati consegnati anche la tessera del sodalizio, la medaglia coniata in occasione del 300°Anniversario della Fondazione di Rosolini ed anche una targa ricordo per il Circolo Siciliano

di Santa Fe.

Il Professor Giuliano Ovando Salemi Gugliotta, a sua volta, ha consegnato al Presidente Corrado Di Stefano un Attestato di stima e riconoscenza per la collaborazionbe mostrata nel portare avanti lo scambio culturale fra Sicilia e Argentina.

Articolo di ROSETTA SAVELLI

20 Settembre 2012

20

 

 

 

Ciao Rosetta,

l’opuscolo “C’ERAVAMO ANCHE NOI” (Riepilogo delle attività svolte dell’Associazione Rosolinesi in Siracusa per il 300° anniversario della fondazione di Rosolini) è stato stampato, sarà presentato e distribuito ai soci giorno 31 maggio c.a. in occasione del XIV anniversario della fondazione dell’Associazione Rosolinesi in Siracusa;

c’è la copia anche per te.

In allegato la copertina.

Un caro saluto.

Corrado

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...