The Heroine’s Journey of Rosetta Savelli

The Heroine's Journey

What is the best thing that I love about my work?
The thing I love most about my work is the energy that comes from exploring new situations and then writing and telling them.

La cosa che amo di più del mio lavoro è l’energia che esce dallo esplorare nuove situazioni e poi scrivere e raccontarle.

What is my idea of perfect happiness?
My idea of happiness fully coincides with my idea of harmony and balance between situations and between people within my life.

La mia idea di felicità coincide pienamente con la mia idea di armonia ed equilibrio tra le situazioni e tra le persone all’interno della mia vita.

What is my greatest fear?
My greatest fear is in sudden violence, the one you can not foresee or control, both physical and psychological violence,

La mia più grande paura sta nella violenza improvvisa, quella che non puoi prevedere o…

View original post 1.354 altre parole

via Juliet art magazine notizie

Juliet art magazine notizie

Leave a comment

Un viaggio: Stefano Giglio, Elena Lombardi e Shogoro

Gli artisti Stefano Giglio, Elena Lombardi e Shogoro, dopo avere intrapreso uno scambio interculturale e artistico fra Italia e Giappone, hanno dato inizio, nel 2014, a una reciproca collaborazione, organizzando insieme una mostra a Padova dal titolo “Ad est di nessun ovest”.

In tal modo hanno inteso intraprendere un viaggio attraverso nuovi spazi e nuovi mondi, creati ed esplorati insieme per aprire nuovi occhi e sguardi su terre e confini non convenzionali, dove i rapporti umani si misurano con naturalezza e spontaneità, al di fuori delle consuete sovrastrutture, sia culturali che sociali.

In questi anni hanno viaggiato, incontrando molti artisti, stretto nuove amicizie, organizzando e curando ventisei mostre, tutte  improntate su temi che si ricollegano e affondano le radici nel passato ma che al contempo risultano possedere valenze moderne e ancora attuali.

L’arte intesa anche come strumento per riscoprire e consolidare i reciproci rapporti umani.

Questi artisti Italiani e Giapponesi sono entrati con naturalezza e spontaneità in luoghi blasonati di città quali: Venezia, Osaka, Bologna, Tokyo, Milano, Takamatsu, Firenze, Bali, Copenaghen.

Ora sono pronti per addentrarsi in un nuovo viaggio, dove Elena Lombardi, Stefano Giglio, Shogoro e altri ventitrè artisti Giapponesi ritornano a Padova con una mostra dal titolo “Bifrost”.

“Bifrost” sta a significare un viaggio di ritorno, in riferimento alla saga di “Ragnarok ラグナロク, un’esposizione svoltasi precedentemente a Venezia presso lo spazio del CollettivoC13 “il FORTino” dove le loro opere hanno seguito l’evolversi nel tempo, in collegamento con la parola “Ragnarok”.

Ragnarǫk (in islandese moderno anche Ragnarök e Ragnarøkkr) indica, nella mitologia norrena, la battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato.

Il nome Ragnarǫk è composto da ragna, il genitivo plurale di regin: dèi-poteri organizzati, e il plurale neutro rǫk: fato-destino-meraviglie; genitivo: raka, poi confuso con røkkr: crepuscolo.

Un viaggio distruttore e poi rigeneratore, per certi versi simile alla nostra Araba Fenice.

Questa parola ha simbolicamente e a lungo viaggiato, fino a trovare origine nella mitologia Islandese, per poi essere riscoperta da Richard Wagner.

È quindi questo un nitido riferimento alla mitologia giunta fino in Oriente, forse anche tramite la religione Hindu (narrata nel libro di Mahabharata), ora entrata nella cultura giapponese come ラグナロク.

La mostra attraverso le opere di ceramica create dagli artisti, si pone come finalità anche quella di fare riflettere sulle umani sorti e sul potere decisionale che gli uomini hanno di scegliere fra il bene e il male, fra le luci e le ombre, influenzando in tal modo le azioni e i fatti che ne conseguono. Lo stimolo che gli artisti si propongono di offrire è quello di considerare un’ulteriore opportunità di potere rinascere e rigenerarsi, sia nell’arte sia nelle relazioni umane. Insolitamente in occasione della mostra  che si svolgerà a Padova il 22 febbraio 2020, gli artisti partecipanti questa volta hanno annunciato solo il titolo della loro nuova esposizione e il luogo dove si terrà.

La location che ospiterà l’evento sarà un posto inusuale per il gruppo di artisti, che vi aspettano per la colazione al “Sveca_coffe” un luogo dal sapore nordico. Questo nuovo modo di esporre accentua il loro concetto di far arte, dove l’esporre vuole essere un momento di incontro e di condivisione, nel quale l’arte diviene un motivo per avvicinare e creare rapporti umani.

Le loro opere di ceramica rimarranno in mostra esclusivamente per la durante della colazione nel giorno ‪22 febbraio 2020, ‪dalle ore 9.00 alle ore 11.00 alla presenza di tutti gli artisti partecipanti, e solo in quel contesto si rivelerà il tema dominante della mostra.

Sponsor tecnici dell’evento sono Mon Miel di Padova e Sveca_coffe, con il Patrocinio del Consolato del Giappone in Milano e della Fondazione Italia Giappone.

Rosetta Savelli

Info:
Sveca_coffe
via Caduti di Nassiriya 3
Montegrotto Terme, PD
opening: 22 feb h 9.00 -> 11.00
info: 392 5492100

Shogoro

ART and DESIGN – anno 2019

peacock studio

ARTE:

TOKYO

Buccheri  在日イタリア商工会議所   Mita, Minato-ku   108-0073 Tokyo

Stefano Giglio – Bucchero , galestro, industrial paints;

Elena Lombardi – Bucchero

OSAKA

Hybrid space –  Galleria Tosei-an

Stefano Giglio – Bucchero , galestro, industrial paints;

Elena Lombardi  – Bucchero

BOLOGNA

Elena Lombardi – Stefano Giglio – Shogoro
Testimonials UNESCO – candidatura Portici di Bologna 

MILANO

暮蕓春樹 Boun Syunju #03 – Libreria Bocca – Galleria Vittorio Emanuele II – Milano

L’abbraccio dell’arcobaleno – Rosetta Savelli

MILANO

Giacomo Leopardi postcards – Palazzo Marino – Sala degli Arazzi

“mirando” contemporaneo – Stefano Giglio

DESIGN:

VENEZIA

VE.nice Stuff 2019

Bukku 02 – Bukku 01 – 3/stand

PADOVA

Studiopeacock@MonMiel

Chrismas Design Event

Studiopeacock

View original post

L’ARTE PREGIATA DI GIUSEPPE FLOCCARI PER CASA GIGLIO.

Gli Scritti di Rosettasavelli's Blog

GENESIS

Giuseppe Floccari è un artista scultore piemontese di grandissimo valore.

Floccari ama la materia con cui crea le sue opere artistiche, la va a ricercare, a selezionare, a plasmare attraverso un lungo e scrupoloso processo di creazione.

E’ molto interessante seguire tutto il processo di creazione di una sua scultura che si realizza nell’arco di circa 6/8 mesi.

E’ lo stesso artista Giuseppe Floccari a descrivere con minuzia e passione tutte le fasi che necessitano per la creazione di una sua opera.

G.F. : “Tecnica del mio lavoro. Direttamente dalla acciaierie scelgo accuratamente il ferro l’acciaio che sfioro con le dita, lo raccolgo dal suolo e ne assaggio il proprio contenuto, il ferro è nero unto e grezzo, ma so e sento che esso ha in sé l’anima della vita, così inizia un lungo procedimento di tagliatura a mano come nei primi del 900,creo prima il disegno nella mente…

View original post 1.606 altre parole

L’ARTE PREGIATA DI GIUSEPPE FLOCCARI PER CASA GIGLIO.

GENESIS

Giuseppe Floccari è un artista scultore piemontese di grandissimo valore.

Floccari ama la materia con cui crea le sue opere artistiche, la va a ricercare, a selezionare, a plasmare attraverso un lungo e scrupoloso processo di creazione.

E’ molto interessante seguire tutto il processo di creazione di una sua scultura che si realizza nell’arco di circa 6/8 mesi.

E’ lo stesso artista Giuseppe Floccari a descrivere con minuzia e passione tutte le fasi che necessitano per la creazione di una sua opera.

G.F. : “Tecnica del mio lavoro. Direttamente dalla acciaierie scelgo accuratamente il ferro l’acciaio che sfioro con le dita, lo raccolgo dal suolo e ne assaggio il proprio contenuto, il ferro è nero unto e grezzo, ma so e sento che esso ha in sé l’anima della vita, così inizia un lungo procedimento di tagliatura a mano come nei primi del 900,creo prima il disegno nella mente e Comincio a disegnare con i flussi paralleli nell’aria circostante, poi totalmente a freddo lo piego a mano, dopo giorni di lunghi procedimenti a mano di sgrassatura e pulitura del metallo, dopo di che creo la base che bilancia al millesimo di peso e aria la scultura che ospiterà.
Gli equilibri devono essere perfetti, millimetrica, e dinamica sono dettati dalle sospensione dei volumi a sbalzo dell’acciaio.
Le fasi interamente a mano proseguono con saldature a elettrodo di rutilo.
Una volta creata e data forma all’idea e come se l’aria la facesse volare in un vortice leggero soave
Il ferro è decontestualizzato
L’anima la esibisce con giorni di Lucidatura e patinatura interamente a mano, sono circa 80 fasi di passaggi dalla materia grezza all’acciaio lucidato a specchio.
Ogni colore che ha l’opera è creato in modo naturale da fasi di acidature con prodotti naturali e chimicamente creati da me.
Infine ho creato una resina naturale che blocca e rende eterno il ferro lucidato a specchio.
È l’aria infine a fare volare l’opera.
Uso ferro di spessore importante fino a 8 cm. Di spessore.
Un’opera richiede un tempo di creazione di circa 6/8 mesi
Ed ogni mio lavoro è un pezzo unico.
Con un proprio disegno e profondo studio.“

Floccari si dedica pienamente all’arte della scultura regalando emozioni e prospettive in un gioco alternato fra spazi e materia. Dialoga in profondità con la realtà che cerca di possedere e di plasmare la materia con amore e convinzione.

Floccari è capace di creare bellissime sculture che propongono una rielaborazione stilizzata della realtà che ci circonda, contraddistinta dalla ricerca dell’assoluta purezza della forma.

La realtà proposta dallo scultore viene sottoposta ad un processo di astrazione, in quanto viene filtrata dalla sua vena poetica, acquisendo in tal modo garbo e leggerezza oltre ad un ampio valore simbolico unito a una forza potente.

La materia diviene lieve ed eterea, in grado di sedurre lo sguardo di chi si sofferma ad ammirarla.

Nelle su creazioni Floccari dedica una particolare attenzione allo studio della fluidodinamica.

La fluidodinamica è quella parte della meccanica dei fluidi che studia il comportamento dei fluidi in movimento. La creazione di un’opera valuta il calcolo di diverse proprietà del fluido, come ad esempio velocità, pressione, densità, e temperatura, in funzione dello spazio e del tempo.

Ogni scultura da lui realizzata è il frutto di un grande impegno unito ad una grande passione, è come se Floccari intendesse esplorare la realtà esterna ma contemporaneamente anche la propria realtà interna.

La sua è una ricerca sugli spazi e sul perenne equilibrio che questi possono combinare con la luce.

Ora l’artista mette a disposizione la propria pregiata arte in virtù di un nobile progetto che intende sostenere i bambini e le famiglie bisognosi di cure mediche a Torino.

Prossimamente Casa Giglio ospita l’Evento di scultura titolo “Genesis”
dell’artista Floccari Giuseppe.

Il Vernissage si svolgerà il 16 novembre 2019 ore 17 :30 via Cappel Verde n. 2 in Torino .

Casa Giglio si colloca in 800 metri quadrati in via Cappel Verde 2 angolo via XX Settembre, in un’ala dell’ex Seminario della Diocesi di Torino.
In tale occasione sarà donata un’ opera dall’artista per la raccolta fondi a beneficio delle famiglie ospitate in degenza dall’ospedale Regina Margherita di Torino presso Casa Giglio.

Casa Giglio dal 2002 aiuta le famiglie dei bambini ricoverati all’Ospedale Infantile Regina Margherita, dando loro una casa durante le trasferte.

L’associazione Giglio Onlus è nata il 6 marzo del 2002 a Torino.

L’ associazione offre un servizio totalmente gratuito, dove le famiglie possono utilizzare gli appartamenti fino al momento delle dimissioni dall’ospedale dei loro bambini senza alcun costo. Il progetto è realizzato in collaborazione con Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e grazie al Programma Housing della Compagnia di San Paolo come maggior sostenitore, con il sostegno di Fondazione CRT e con il contributo di Banca d’Italia e UniCredit e con il patrocinio di Città Metropolitana di Torino e Comune di Santena.

I lavori di ristrutturazione dell’immobile, avvenuti in soli due anni, hanno richiesto un investimento di circa un milione di euro.

In 15 anni sono 6 gli appartamenti messi a disposizione di questo servizio, più di 130 le famiglie ospitate, 50 le repliche degli spettacoli teatrali prodotti dalla nostra compagnia di teatro, 40 gli eventi allestiti, 50 i volontari Giglio impiegati nel confezionamento pacchi regali natalizi.

Ed ora è di nuovo lo stesso artista a descrivere con languore e sincerità la propria opera Genesis che sabato 16 novembre 2019 verrà messa all’asta in favore di Casa Giglio Onlus.

Di certo sarà un Evento artistico al quale non potere mancare e che saprà donare empatia, emozione e bellezza.

G. F.: “GENESIS Il vento, l’aria la forza degli equilibri che muovono le ere del mondo, l’inizio il principio di nascita, di gioia, di sofferenza, il ferro che muove la propria natura e la trasporta nel luogo ovattato, indaco, del subconscio dell’essere umano, che viaggia naufrago verso terre emerse ai confini del globo universale, tutto d’un fiato cerco l’impossibile, l’elevarsi come foglie al vento, amo raccogliere i frammenti del linguaggio dell’antica Grecia e tradurlo in espressione vivente..

Amo donare all’aria, alla dinamica di ogni desiderio visibile ed invisibile, come la musica dello strumento a corde avvolge il luogo più lontano, e meno distante, Genesis principio e fragore dell’oceano che di rado si scopre, si aveste del proprio colore violento e soave, il ferro che si piega, arrossisce, intimorito come un pesce rosso che d’improvviso viene slegato dalla bolla di vetro e lasciato in mare aperto

Lunghe notti insonne nel svelarsi a mani nude con rispetto e rigore nei confronti dell’acciaio, che non temo, duro, rozzo, pungente, e ruvido

In Genesis il ferro si libera della durezza, ritorno come da un lungo viaggio d’un fiato sudato, arso, sfinito, la sua rotazione verso gli albori mi avvolge verso la luce, non riesco, non posso contenere la sua brama di vita, così.. Come d’incanto sveglio dal lungo sonno le mani,restano al di fuori di me, iniziano a modellare, disegnare e scrivere una nuova poesia.

Ed è lei a trascinarmi nel proprio luogo, ove il silenzio e la potenza plastica si fondono come la musa al proprio artista.

Cerco con tutte le mie forze di non rubare spazio all’ossigeno all’aria circostante.

Se non vi fosse l’aria Floccari non esisterebbe.

Ho un combattimento continuo con le mie membra

La luce, la massima aspirazione di lìbertà, dialogo confronto.

Mentre creavo Genesis, da bambino correvo incontro alla vita, che fin da subito mi metteva difronte alla solitudine, cercavo il mio luogo di appartenenza, e scoprivo di essere parte della terra, dell’universo, del sole, e del mare, così.. Nasce Genesis, il ferro mi sconvolge, mi annienta e mi eleva, tendo le mani verso di esso, lo accarezzo, mi parla, mi racconta di porte che si chiudono, di famiglie che nel ferro hanno trovato il proprio rifugio, ove nascondersi.

Il ferro la materia divengono il carcere del mio corpo, ma la mia anima vola libera e lontana grazie all’opera compiuta.

GENESIS principio. Vita.

Famiglia.

Credo fermamente nei valori, quelli ora mai smarriti.

Persi. Confusi.

GENESIS la amo, come ogni mia opera, mi guarda e mi sorride, e come se sentisse il senso di abbandono, di quella solitudine che compagna da sempre della mia vita.

Equilibri nella materia delimitano lo spazio temporale da quello che sono e che vorrei.

Corpi che desiderano il cammino, che corrono, eppure staranno sempre li.. Fermi.. Immobili.. Soli.

Genesis vuole battersi contro dogmi, ipocrisie, violenza e indifferenza.

Un urlo che scuote la terra e abbraccia il mondo intero nella propria femminile appartenenza.

Mi dono al ferro, mi dono nudo di ogni bruttura che il mondo conosce e accetta

Mi dono legato, e libero, mi dono nell’aria che il ferro avvolge, disarma e modifica l’equilibrio circostante.

Cara Rosetta, scrivo con penna e calamaio, e non smetterei mai di scrivere, il ferro è come il magnete che non posso respingere.

Io non mi definisco un artista.

Io sono prima un uomo.

È sono uno scultore.

Mi scontro e resto esanime nei confronti della materia.

Fin da piccolo amo l’arte, e la musica,

Inizio la mia vita con la scuola, quella media..

Poi con il mio caro papà sempre

E lui che mi regala la prima chitarra.

Amo la musica e l’arte

A sei anni suono.

A otto anni saldo la prima porta della caldaia di casa

E li dopo la notte insonne dal bruciore degli occhi capisco che qualcosa sarebbe cambiata, come una chiamata celeste.

Passano anni di duro lavoro, e senza che nessuno applauda al di fuori.

Oggi sono qua.. A cercare di dipingere, ridisegnare ancora, e riscoprire alla vita la vita stessa.

Come hai compreso non amo parlare di me,

Sono una persona semplice, umile, e che resta al di fuori in silenzio.

Ho sempre desiderato che la mia arte servisse a restituire a chi è nel bisogno, non sono io a fare qualcosa per Casa Giglio

Bensì è Casa Giglio che mi ha dato l’opportunità di donarmi come io voglio e desidero

L’arte dovrebbe risanare le ferite e le cicatrici

L’arte dovrebbe istruire i popoli della terra

L’arte dovrebbe imparare a farci amare la bellezza.

La poesia, la musica e la natura.

GENESIS.. Raccoglie tutto.

Gustave Flaubert scrisse che se desideriamo volare è lo desideriamo ardentemente, voltandoci, alle nostre spalle ci accorgeremo di avere le ali.

Dedico questo mio lavoro di scultura

Alle famiglie che soffrono, a tutti coloro che amano la vita.

E con gli amici di sempre.. Edvard Munch, Jechson Pollock, Medardo Rosso,….. E mio papà.

Che accanto a me hanno disegnato nelle mie mani GENESIS.“

 

Rosetta Savelli

30 ottobre 2019

L'immagine può contenere: notte Nessuna descrizione della foto disponibile.